La Corte Lettone considera incostituzionale il divieto di gioco d’azzardo di Riga

La Corte Lettone considera incostituzionale il divieto di gioco d'azzardo di Riga

A seguito della richiesta di due società di gioco d’azzardo, la Corte costituzionale lettone ha stabilito il 4 aprile che la restrizione delle attività di gioco d’azzardo imposta dal comune di Riga su tutto il territorio dell’area amministrativa è considerata incostituzionale. Secondo quanto riferito, la decisione della Corte si basa sull’incapacità dei funzionari di Riga di giustificare le ragioni per cui il divieto di gioco d’azzardo sarà imposto in parti specifiche dell’area amministrativa.

Come riporta lsm.lv, il Corte Costituzionale la sentenza arriva dopo le società di gioco d’azzardo Casinò Olimpico Lettonia Ltd, Alfor LtdE Joker Ltd ha chiesto di ricevere la valutazione della Corte sulla Piano spaziale di RigaL’ osservanza dell’articolo 105 della Costituzione. Come riportato, questa disposizione legale determina i diritti sulle proprietà e le circostanze in cui è possibile ricorrere alle forze dell’ordine limitare tali proprietà ed esercitare i relativi diritti. A questo proposito, la Costituzione lettone lo consente esproprio coatto di proprietà per esigenze pubbliche in casi eccezionali e si avvale di una legge separata contro l’equo compenso per esercitare questa misura, come riferisce la fonte.

La disposizione sarebbe in contrasto con l’art Norma del Consiglio comunale di Riga presentato a vietare le operazioni di gioco d’azzardo e la fornitura di servizi di gioco d’azzardo in tutto il territorio amministrativo di Riga. Inoltre, la norma di Riga prevede che le attività di gioco d’azzardo possano essere organizzate esclusivamente in luoghi come alberghi a quattro o cinque stelle. Secondo lsm.lv, tale norma è servita come base per il Consiglio comunale di Riga per chiedere la chiusura 42 sale da gioco nel centro della città entro i prossimi cinque anni. Nel settembre del 2023, l’autorità ha annullato 139 licenze di gioco d’azzardo per i locali ubicati fuori dal centro cittadino per garantire l’attuazione della norma.

Attività commerciali legali:

Tuttavia, la Corte Costituzionale ha affrontato la questione per ritenere che le operazioni di gioco d’azzardo rappresentano un attività commerciale legale esercitato secondo le regole commerciali della libera concorrenza. La Corte avrebbe stabilito che le norme imposte dal Comune di Riga lo sono non conforme con la Costituzione lettone e prevedeva che fosse il comune a farlo valutazione dei suoi territori e proporre quelli che dovrebbero essere limitati per le operazioni di gioco d’azzardo.

Uso legale del terreno:

Come riporta la fonte, la legge dà anche al Comune di Riga il diritto di utilizzare il piano territoriale locale per indicare quante più aree essere soggetto al divieto di gioco d’azzardo come il Comune ritiene necessario. Tuttavia, secondo quanto riferito, il Comune è legalmente obbligato a rispettarlo principi di valutazione territoriale quanto previsto dall’autorizzazione approvata dal legislatore. La decisione della Corte costituzionale si baserebbe anche sulla constatazione che Riga non ha motivato di far vietare l’organizzazione di attività di gioco d’azzardo nelle aree designate come funzionali dal piano territoriale. Secondo lsm.lv, il piano si riferisce all’uso dei territori designati e comprende attività commerciali nel ambito di utilizzo consentito.

La Corte si è pronunciata contro la limitazione dei diritti fondamentali:

Sotto il Legge sul gioco d’azzardoil processo di pianificazione territoriale deve tenere conto di una serie di fattori, quali l ubicazione delle strutture infrastrutturali, delle aree residenziali, della densità di popolazione, e altri fattori rilevanti che un comune può utilizzare per imporre restrizioni sul gioco d’azzardo in determinate aree. Secondo la fonte, il comune di Riga non è riuscito a condurre una simile valutazione prima dell’inizio delle restrizioni sul gioco d’azzardo in tutta l’area amministrativa. Per questo motivo, il Corte costituzionale lettone si è pronunciata contro la restrizione dei diritti fondamentali esercitati dalla norma impugnata.

La Corte ha ritenuto la norma incompatibile con Articolo 1 e una parte di Articolo 105 del Costituzione per dichiararlo nullo e inefficace, come riportato da lsm.lv.

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